La cultura è fondamentalmente circolazione delle idee.

Il sapere dovrebbe quindi essere umile e accessibile a tutti, senza presunzione, perché ognuno di noi ha il diritto di accrescere la propria conoscenza ed alimentare la propria consapevolezza.

Esperienze personali mi hanno portato ad una spontanea empatia verso chi ha difficoltà.

Sia difficoltà fisiche ad esempio uditive, di linguaggio o deficit visivi, ma anche difficoltà sociali. Il rapporto, diretto e quotidiano con questi  limiti, mi ha fatto capire l’importanza di forme  espressive fluide.

Ho compreso che quando si ha qualcosa di importante da comunicare bisogna fare le sforzo di farsi comprendere da tutti, senza distinzioni.

E’ un dovere compassionevole verso chi soffre fisicamente ma anche verso chi ha subito delle ingiustizie sociali e non ha strumenti culturali per orientarsi nel mondo delle idee.

Cultura sono anche la  pittura, il canto, la danza o il racconto ed è giusto che siano espressioni di ognuno e fruibili da chiunque. Sono tra i bisogni primari degli esseri umani.

Questo è facile capirlo osservando le popolazioni tribali che vivono ancora a contatto con la natura e la madre terra.

Per loro è ovvio dipingersi il corpo e il viso, realizzare manufatti artistici, cantare e suonare, raccontare storie intorno al fuoco e danzare.

Tutto avviene in modo semplice e spesso collettivo come espressione di vita quotidiana.

 Eppure queste espressioni vitali sono i primi bisogni ad essere storicamente espropriati.

Oggi si discute sull’inopportunità di espropriare l’acqua che è un bisogno primario per la vita ma questo esproprio è solo l’ultimo di una serie di espropri: l’esproprio della terra, quello del tempo, quello dei semi ecc. Gli espropri trasformano i beni in merci.

L’esproprio dell’arte forse è stato il primo. Da quotidianità democraticamente fruita a merce.

In realtà l’arte è un bisogno fondamentale degli esseri umani.

L’arte serve alla salute fisica e mentale, riequilibra, mette in relazione il se agli altri, purifica, rasserena, medica, soccorre, accoglie.

L’arte è un atto d’amore creativo che ci avvicina a Dio come la preghiera. Anna Maria Zanaga.   

 

 

 

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