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Leggenda indiana sulle Stelle dell'Orsa Maggiore

La storia del bambino-orso e delle sette sorelle
L’Orsa Maggiore la conoscono tutti. Le sette stelle del Gran Carro sono tutte abbastanza cospicue da risaltare anche nelle notti meno indicate per l’osservazione astronomica; persino nel cielo delle grandi città, ove la luce diffusa di lampioni e negozi cancella le stelline più deboli, le sette stelle sono lassù tutte le notti dell’anno a disegnare l’inconfondibile quadrilatero con la barra che ha guadagnato loro il nome di “Gran Carro” celeste.

C’erano otto bambini che giocavano, sette sorelle e il loro fratello. Tutt’a un tratto il ragazzo ammutolì; tremava e si mise a correre sulle mani e sui piedi. Le sue dita divennero artigli e il corpo si coprì di pelo. Ecco che al posto del ragazzo c’era un orso. Le sorelle erano terrorizzate; scapparono e l’orso le inseguì. Arrivarono al ceppo di un grande albero e l’albero parlò. Ordinò loro di arrampicarsi e mentre esse si arrampicavano cominciò ad alzarsi nell’aria. L’orso veniva per ucciderle, ma esse erano ormai fuori portata. L’orso si sollevò sulle zampe posteriori contro l’albero e con gli artigli segnò la corteccia tutt’intorno. Le sette sorelle furono portate in cielo e divennero le stelle dell’Orsa Maggiore”

(Narrata da N. Scott Momaday)


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