IGIENE DEL SISTEMA NERVOSO

Parafrasando Freud, si può affermare che accanto alla "Psicopatologia della vita quotidiana" esiste - ed è in espansione - una "Neuropatologia della vita quotidiana", composta da sintomi e sindromi neurologiche riferibili in tutto o in parte a comportamenti dannosi per il sistema nervoso, autonomi o indotti da fattori esterni. Un primo elenco di "nemici" del sistema nervoso può essere il seguente:

* abuso di alcool e di sostanze;

* scarsa igiene del sonno;

* scarsa attenzione al problema del rumore (interno ed esterno, cognitivo ed acustico) e all'importanza di una ricerca per un corretto rapporto segnale/rumore per elaborare la propria conoscenza, la propria memoria e la propria concentrazione e attenzione.

* vita multitasking, con una quotidianità pervasa da un'attenzione sempre più parziale, transitoria, superficiale, con continue interruzioni, durante la quale si dice molto per comunicare sempre meno e si è angosciati dal dovere "sociale" (???) di essere sempre connessi. Connessi a tutto meno che ai propri affetti e alle proprie emozioni. Una risorsa che potrebbe lasciarci molto tempo libero da dedicare ad attività gratificanti è diventata un reale strumento di schiavitù cognitiva.

* stress, il capitolo della medicina meno insegnato, forse perchè una sua eccessiva  conoscenza metterebbe in difficoltà un intero modello sociale dominante, del quale si chiede invece l'espansione continua. A proposito dell'abuso di sostanze, viene da chiedersi come mai sono in fascia A gli antidepressivi e non gli ansiolitici, per cui gli informatori scientifici possono riempire gli ambulatori con campioni di antidepressivi ma non di ansiolitici (proibito !). A voler essere maligni e sovversivi, si potrebbe dire che il modello sociale dominante ammette e in parte apprezza le persone ansiose, perché è segno di vitalità e di partecipazione agguerrita alla "struggle for life". Invece, depressi non si può e non si deve essere, perché altrimenti l'ingranaggio non gira. Questo è un ragionamento che porterebbe lontano...lontano, fino al fenomeno del burn-out.

* mancato rispetto dei ritmi biologici di vita quotidiana. Si dorme sempre meno quando si dovrebbe dormire, si mangia e si beve sempre meno (e sempre peggio) quando lo si dovrebbe fare. Il medico pretende spesso di insegnare (dottore non era colui che insegna ?) cose che non conosce e che, soprattutto, non pratica.

Piaccia o no, gli ambulatori neurologici sono pieni di persone con sintomi riferibili ai fattori prima citati, sia in quelle considerate sane, sia in quelle davvero malate che mediante questi circuiti aggiungono una sofferenza prevenibile a una sofferenza involontaria.
 
Ormai da molti anni è in atto un meccanismo non solo di accettazione, ma di ammirazione per chi conduce una vita iperattiva, stressante, dormendo poche ore al giorno, mangiando male e in orari impensati, ma che si dimostra produttivo, efficiente, efficace, competitivo. Ci si chiede come sia possibile pretendere contemporaneamente tutto questo e la salute delle persone, prima di tutto delle loro funzioni cerebrali e psicologiche. Il modello sociale ritenuto vincente è un distillato di fattori neuro-patogeni.
 

CONSEGUENZE SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA'

1. carico di prestazioni ambulatoriali connesse alla sintomatologia somatica provocata da queste condizioni e non da patologie organiche

2. conseguente abuso di farmaci e di esami strumentali di fronte al paziente che non si capisce

3. aumento dei costi assistenziali dovuti a cause sociali e non mediche

Le liste d'attesa per le visite neurologiche sono allungate anche da questi cittadini, che vivono una reale sintomatologia fisica di pertinenza neurologica, senza avere malattie neurologiche "organiche": dove manca il resto, provvede la medicina. Ma le cause restano, per cui spesso ci si rende complici di una prosecuzione di tutta una serie di meccanismi patogenetici sociali, offrendo farmaci ed esami per sopportare la situazione, invece di far presente che non è questa la strada. Non va dimenticato che la stessa sofferenza si può aggiungere a quella "organica" anche in cittadini che soffrono realmente di patologie del sistema nervoso o di altri organi. Ci hanno però insegnato che: 1. prevenire è meglio che curare; 2. bisogna concentrarsi sui problemi curabili. E' curioso affermare che il medico non possa fare nulla su questi problemi e poi pretendere che pratichi una anestesia farmacologico-sociale per ridurre il dolore causato dai roblemi stessi. Chi si sporca le mani dovrebbe avere diritto e dovere di dire la sua, senza nascondersi dietro reticenze o supposte "non competenze".

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Marco Macucci,
7 mar 2012, 01:44
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Marco Macucci,
4 giu 2011, 03:27
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Marco Macucci,
7 mar 2012, 05:24
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Marco Macucci,
7 mar 2012, 05:24
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Marco Macucci,
7 mar 2012, 05:04
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Marco Macucci,
7 mar 2012, 01:43
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Marco Macucci,
12 apr 2010, 07:08
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Marco Macucci,
7 mar 2012, 01:46
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Marco Macucci,
12 apr 2010, 07:16
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