Benvenuti!‎ > ‎Le chiese di Isili‎ > ‎

Chiesa di San Saturnino Martire

Orari d'apertura per i visitatori


Domenica, dalle ore 08.00 alle ore 12.00

Dal lunedì al mercoledì, dalle ore 08.00 alle ore 16.00

Dal giovedì al sabato: dalle ore 08.00 alle ore 19.00

Primo venerdì del mese: dalle ore 08.00 alle ore 16.00


La chiesa parrocchiale dedicata a San Saturnino Martire è situata sulla principale altura di Isili, nella piazza intitolata allo stesso Santo.

Essa fu edificata nel Trecento e in seguito fu modificata in stile gotico-aragonese. La chiesa presenta nella facciata due campanili diseguali.

La sua struttura interna è composta da una navata centrale comprendente sei cappelle laterali, tre per lato ed una ulteriore affiancata alla Bussola.


VIDEO PARTE ESTERNA E VIDEO PARTE INTERNA

 

Il Santo Patrono è situato alla sinistra rispetto all'altare maggiore ed il suo Copatrono è San Clemente Primo Papa, rappresentati insieme sul vetro decorato soprastante l'ingresso alla stessa Chiesa.


San Saturnino Martire

La vicenda del santo è narrata nella Passio sancti Saturni, il più antico documento in nostro possesso. Venne redatta dai monaci Vittorini della basilica di San Saturnino a Cagliari nel primo trentennio del Dodicesimo secolo, sulla base di testi più antichi. La Passio, pervenutaci tramite una copia risalente al Quattrocento, racconta che il giovane Saturno venne decapitato il 23 novembre del 304, in quanto cristiano. Venne sepolto nella necropoli dove sarebbe sorta la basilica a lui dedicata.

Il 12 ottobre 1621 le reliquie del santo vennero rinvenute e traslate nella cripta del duomo di Cagliari, il Santuario dei Martiri, dove si trovano tuttora; in quell'occasione, l'arcivescovo d'Esquivel spostò la data del martirio, e quindi della festa, di san Saturnino al 30 ottobre.

L’agiografia del santo lo dà per nato a Cagliari da genitori cristiani alla fine del Terzo secolo D.C.. In giovane età Saturnino sarebbe stato decapitato il 30 ottobre del 303 o 304, per essersi rifiutato di offrire sacrifici agli dei pagani.


San Clemente Primo Papa

Fu il quarto Vescovo di Roma nella storia della Chiesa e Papa dal 92 al 97 d.C..

Della vita e morte di Clemente non si sa nulla di preciso. Gli Atti, apocrifi in lingua greca, del suo martirio furono stampati nel Patres Apostolici del 1724, basato sugli studi di Jean Baptiste Cotelier. Questi, ricchi di narrazioni ampiamente leggendarie, riferiscono di come convertì Teodora, moglie di Sisinnio, un cortigiano di Nerva e (dopo alcuni presunti "miracoli") Sisinnio stesso e altre 423 persone di un certo rango. Traiano bandì il papa in Crimea dove, secondo la leggenda miracolistica, avrebbe dissetato 2000 persone. Molte persone di quel paese si convertirono ed edificarono 75 chiese.

Per contro, Traiano ordinò che Clemente fosse gettato in mare con un'ancora di ferro al collo. Dopo questi avvenimenti, ogni anno, il mare recedeva di due miglia, fino a rivelare un sacrario costruito "miracolosamente" che conteneva le ossa del martire e permetteva ai fedeli di recarvisi. Questa leggenda non è antecedente al Quarto secolo ed era sicuramente conosciuta da Gregorio di Tours nel Sesto secolo. Intorno all'868 san Cirillo, che si trovava in Crimea per evangelizzare i popoli slavi, rinvenne in un tumulo (non in una tomba subacquea) delle ossa ed un'ancora. Immediatamente si credette che queste fossero le reliquie di Clemente. Trasportate a Roma da Cirillo, furono deposte da papa Adriano Secondo, insieme a quelle di Ignazio di Antiochia, sotto l'altare maggiore della basilica inferiore di San Clemente. La storia di questa traslazione è piuttosto verosimile, ma non sembrano esserci tradizioni riguardo al tumulo, che fu trovato semplicemente perché poteva essere un probabile luogo di sepoltura. L'ancora sembra essere l'unica prova della sua identità, ma non si è in grado di stabilire se veramente era insieme a quelle ossa. Clemente venne menzionato per la prima volta come martire da Tirranio Rufino (400 circa d.C.).

Papa Zosimo, in una lettera del 417 ai vescovi africani, riferiva del processo e della parziale assoluzione dell'eretico Celestio svoltisi nella basilica di San Clemente; il papa scelse questa chiesa perché Clemente aveva appreso la fede da Pietro in persona, ed aveva dato la vita per lui. Venne annoverato tra i martiri anche dallo scrittore noto come Praedestinatus (circa 430) e dal Sinodo di Vaison del 442. Critici moderni ritengono possibile che il suo martirio fosse stato suggerito da una confusione con il suo omonimo, il console martirizzato. Comunque, non essendoci tradizioni di una sua sepoltura a Roma, si suppone che sia morto in esilio per cause naturali.

Chiesa parrocchiale di San Saturnino e San Clemente




Il presente video mostra immagini suggestive.



Di seguito riportiamo un link riferito ad un recente recupero conservativo di un quadro che per tanto tempo risultava accantonato nella sala a destra rispetto al Presbiterio. Invitiamo a visionare altresì il video relativo ai particolari dettagli interni di questa bellissima chiesa.

Le vedute interne della chiesa di San Saturnino


Pagine secondarie (1): Il quadro recuperato
Comments