Storia dell'A.N.A.P.

Molti anni fa un gruppo di persone di buona volontà, fortemente convinte della necessità della formazione professionale, morale, sociale e cristiana dei giovani, per la crescita della Sardegna, iniziò un cammino difficile ed impervio, con scarsissimi mezzi finanziari e con solo il supporto di alcuni politici di lungimiranti vedute.

Tuttavia la bontà della causa, unita all’impegno e alle capacità di quel gruppo di persone portò ai migliori risultati e oggi si può leggere una storia che ha come protagonista un Ente di formazione nato e sviluppatosi in Sardegna. I fatti, gli avvenimenti e le alternate vicende che caratterizzano questa storia ci appartengono e ci riportano ad anni lontani, quando migliaia di Sardi furono costretti a lasciare l’Isola in cerca di un lavoro. Un fenomeno che assunse le proporzioni di un esodo e che fu un danno enorme per l’economia isolana, poiché la privò delle braccia migliori, delle intelligenze di tanti giovani che, se fossero rimasti, avrebbero potuto fare ricca la propria terra, anziché lontani e poco conosciuti Paesi. Ma emigrare fu ancora più doloroso se si pensa che la mancanza di una professionalità, di specifiche competenze costrinse quella gran massa di lavoratori ad occupare, in una certa gerarchia del lavoro, i gradini più bassi, quelli dove si collocano i minatori, i manovali, gli operai generici. Con questo non si vuole intendere che questa gerarchia non debba esistere ma che l’ideale è alternare il lavoro, dando la possibilità a qualsiasi lavoratore di cambiare professione con il passare del tempo e salire di livello con una congrua remunerazione. Per far ciò non si può prescindere da un’adeguata formazione professionale.

Un tempo i disoccupati che rimanevano in Sardegna erano spesso privi di qualifica e svolgevano precariamente i lavori più umili. Non era infrequente il fatto che le aziende del Continente, vincitrici di appalti, venissero in Sardegna portandosi dietro i tecnici, gli operai specializzati, lasciando ai Sardi i compiti marginali. Tutto ciò diventava un freno per un sano e autonomo sviluppo economico della Sardegna. Ecco perché era di prepotente attualità il tema della Formazione Professionale.

Le motivazioni dell’Associazione Nazionale Addestramento Professionale “Leone XIII”, intorno al 1960, erano quelle di dare un efficace rimedio allo sbandamento dei giovani di allora. Invitata dai politici sardi di allora, nelle persone dell’Onorevole Conte Ignazio Serra, Assessore agli Enti Locali della Regione Sarda e dell’Onorevole Salvatore Mannironi, Senatore della Repubblica, l’Associazione iniziò un lungo viaggio nella realtà sociale della Sardegna, coinvolgendo dirigenti, insegnanti, tecnici, educatori e migliaia di giovani sardi in una grande “avventura” sociale ed umana che dura ormai da un cinquantennio.

Il Centro di Isili

Il Centro dell’Associazione Nazionale Addestramento Professionale costituito a Isili nacque nel 1965 su iniziativa di Monsignor Salvatore Sanna, operoso sacerdote molto sensibile ai problemi occupazionali dei giovani. Egli aveva capito con lungimiranza che le possibilità che essi trovassero un lavoro, soprattutto in una zona interna dell’Isola, dipendevano in modo rilevante dall’apprendimento di un mestiere: in questo modo si sarebbero potuti allontanare da un destino che nel migliore dei casi li avrebbe costretti a lasciare la propria Regione in cerca di un’improbabile opportunità lavorativa. Infatti l’economia locale era basata soltanto sulla pastorizia, l’agricoltura e l’artigianato con la lavorazione del rame e la tessitura dei tappeti.

Il progetto di Monsignor Salvatore Sanna fu quello di istituire un Centro di formazione servendosi di alcuni locali di proprietà della stessa parrocchia.

A tale scopo egli si rivolse all’allora Consigliere della Cassa del Mezzogiorno, Dottor Giovanni Marongiu, uomo di cultura, valente studioso di formazione cattolica, il quale dimostrò tutta la sensibilità di sardo, reperendo un contributo che fu subito utilizzato per l’acquisto di diverse macchine utensili, in particolar modo torni e frese.

Quando Monsignor Sanna seppe dal Conte Ignazio Serra che in Sardegna già operava l’Associazione Nazionale Addestramento Professionale, un Ente di ispirazione cattolica, gli fu facile chiederne l’aiuto per realizzare il sogno di dare ai giovani una concreta prospettiva di lavoro.

L’Associazione, dopo aver accolto con molto favore la richiesta, ottenuti i contributi dell’Assessorato del Lavoro della Regione Sarda, avviò da subito un corso che preparasse i futuri quadri dirigenti e gli insegnanti del costituendo Centro. Al termine, non senza un grosso sforzo organizzativo compiuto in gran parte dal giovane e intraprendente Direttore, il Perito Industriale Sergio Pisano, furono allestite le officine, le aule e quant’altro fu necessario per avviare i corsi a cui si iscrissero numerosi giovani.

Erano quelli gli anni del miracolo economico: anche in Sardegna, con l’avvio del Piano di Rinascita, si crearono non poche occasioni di lavoro per i neo qualificati. Questo diede slancio al Centro per crescere e svilupparsi nell’ottica di una struttura al servizio dei giovani, delle loro famiglie, della comunità che Isili e il circondario rappresentavano.

Presto il Centro si dotò di nuovi locali scolastici e di un convitto utilizzando e riattando un fabbricato che lo stesso Parroco aveva realizzato come colonia estiva, occupando complessivamente una superficie di 2138 mq.

Una scelta, quella di realizzare a Isili un Centro di formazione che tuttora dimostra validità e attualità.

Un altro importante passo che ha permesso al Centro di svilupparsi è stato quando nel 1999 l’Amministrazione Comunale di Isili gli ha concesso in uso, a titolo gratuito, l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri. Il Centro ha potuto così disporre di 13 aule e allestire 2 laboratori d’informatica. L’atto compiuto dall’Amministrazione Comunale è stato un ulteriore riconoscimento del ruolo che il Centro svolge in seno alla comunità locale.

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