Dal 2003 con Dante in rete

Dante in rete compie dieci anni (2003 -2013 )

Sono trascorsi dieci anni dalla nascita di “Dante in rete”.

In occasione della ricorrenza desidero esprimere un grazie di cuore ai numerosi insegnanti e alle migliaia di studenti che, nel tempo, si sono coinvolti con passione in questa “avventura dantesca”.

E’ stata ed è un’esperienza vivacissima, un’occasione di crescita culturale e umana, la conferma dell’attualità del Sommo Poeta, il ritrovarsi di fronte ad un uomo che dopo settecento anni continua ad essere un grande testimone di vita, perché al centro delle sue opere pone il cuore dell’uomo con la sua sete di infinito, di verità, di giustizia, di bellezza, di “stelle”…

“Dante in rete”, nei due lustri appena trascorsi, ha ampliato i propri orizzonti dedicandosi non solo all’annuale progetto didattico nelle Scuole Superiori, ma anche alla ideazione e realizzazione della guida “Itinerari danteschi: un percorso fra arte, storia e letteratura nella città di Ravenna”, all’allestimento e alla cura della Sezione didattica del Museo Centro Dantesco, fino al coinvolgimento dei docenti e degli studenti delle scuole elementari e medie con “Dante in rete junior”.

Auspicando che la storia iniziata continui fruttuosa negli anni e ringraziando per la bella opportunità offertami, auguro a tutti buon proseguimento!

Manuela Mambelli (Coordinatrice “Dante in rete”)

Consegna del Lauro Dantesco alla prof.ssa Manuela Mambelli, nella foto con alcuni docenti ”Dante in rete”: Piergiorgio Bentini, Antonia Randi, Domenica Francesconi, Ruggero Cornacchia, Silvia Perini, Sofia Del Moro

Dante in rete

Dante in rete è una libera aggregazione di docenti nata a Ravenna nell’anno scolastico 2003/04, con l’obiettivo di aiutare gli studenti delle Superiori ad incontrare la grande poesia di Dante, e in particolare la Divina Commedia.

L'ITG. "Camillo Morigia" é la scuola che promuove ed organizza, con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, i progetti "Dante in rete".

A guidare l’iniziativa è la prof.ssa Manuela Mambelli, docente di Italiano e Storia presso l’I.T.G. “Camillo Morigia” di Ravenna, tuttora responsabile del coordinamento didattico.

Nell’anno scolastico 2003/04 aderiscono al Progetto “Dante in rete” due scuole di Firenze, pertanto il tema proposto è Dante per amico: Dante tra Firenze e Ravenna. Per alcuni mesi, circa centocinquanta ragazzi lavorano nelle loro rispettive classi e dal 20 al 21 aprile 2004 si incontrano a Ravenna per condividere e comunicarsi i frutti del loro impegno, esponendo nello stesso tempo le mostre didattiche realizzate.

Le caratteristiche del lavoro, a cui si resterà fedeli anche negli anni successivi, sono le seguenti:

  1. vengono valorizzate in primo luogo le ore curricolari e i normali programmi di studio;
  2. si organizzano attività per gruppi di allievi stimolando così la cooperazione e il protagonismo dei giovani; le tecniche multimediali o forme espressive come la recitazione, la musica e la danza, utilizzate per le presentazioni dei lavori, costituiscono ulteriori mezzi di arricchimento delle competenze e della creatività;
  3. il profilo didattico assume un carattere interdisciplinare coinvolgendo varie materie e competenze: Italiano, Storia, Storia dell’arte, Religione, Informatica, Disegno e progettazione, ecc.;
  4. i docenti lavorano in rete e cooperano fra loro;
  5. le istituzioni cittadine aderiscono al progetto con il loro patrocinio, sostenendolo ciascuna con le proprie risorse. In particolare si rivelano fondamentali la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, l’apporto del Comune di Ravenna e del Centro Dantesco di Ravenna. La Scuola entra dunque in relazione con la Città, le sue istituzioni e il suo patrimonio artistico, storico e culturale.

Messa a punto questa metodologia, l’esperienza prosegue negli anni successivi coinvolgendo nuove scuole a Ravenna e in altre città: Verona, La Spezia, Chioggia, Venezia-Mestre, Faenza, Napoli. Anche il numero degli studenti impegnati cresce gradualmente, superando i trecento iscritti.

Nel 2004/2005 il tema è Dante poeta dell’esilio. Dante tra Verona e Ravenna. Dopo un anno di pausa, l’edizione 2006/2007 si intitola Ravenna non è solo Bisanzio. Da Pier Damiani a Dante.

Nell’anno scolastico successivo si lavora su Dante, poeta esule uomo; nel 2008/2009 si sceglie di riflettere sul viaggio del Sommo Poeta, Alla ricerca dell’io perduto; nel 2009/2010 di mettere a fuoco la figura di Beatrice: I’ son Beatrice … amor mi mosse che mi fa parlare (Inf. II, 70).

Le genti del bel paese là dove ’l sì suona (Inf. XXXIII, 79-80) è l’argomento scelto da “Dante in rete” nell’a.s. 2010/11, per la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Oltre alla folta partecipazione degli studenti ravennati, aderiscono al progetto anche gli alunni del Liceo Scientifico “R. Guardini” di Napoli e gli studenti del corso musicale della Scuola Media “Gherardi” di Lugo.

Intanto la vivacità e lo spessore di queste iniziative hanno aperto nuove possibilità di un più ricco coinvolgimento nella vita culturale cittadina.

Una giornata del Settembre Dantesco viene, da qualche anno, stabilmente affidata ad un evento a cura di “Dante in rete”; è approntato e sperimentato con successo un itinerario nei luoghi danteschi della città.

Nasce, infine, nel Museo del Centro Dantesco dei Frati minori conventuali, inaugurato il 16 aprile 2011 presso i restaurati Chiostri francescani, una sezione didattica che permette di offrire ai visitatori le esperienze e i materiali realizzati nel corso degli anni.

Giungiamo così all’edizione attualmente in preparazione, quella dell’a.s. 2011/2012, con a tema il grande poeta latino divenuto guida di Dante nei primi due regni dell’oltretomba: Virgilio n’avea lasciati scemi/ di sé, Virgilio dolcissimo patre (Pg. XXX, 49-50).

Al di là di ogni retorica o di accademismi, ogni anno è stata un’esperienza “unica”; ne sono nati lavori intensi, con “tagli” di grande interesse. Mai l’opera di Dante è stata stravolta, neanche quando si sono drammatizzate scene facendo ricorso all’ironia, nemmeno quando si sono messe in musica parti del Poema. Ogni lavoro ha mostrato un approfondimento su temi e chiavi di lettura sempre molto intensi e soprattutto partecipati: non “lavori” fatti per studio o per dovere, ma ricchi degli sguardi dei giovani che hanno saputo, ogni volta, “entrare” nel messaggio, nella pluralità infinita dei messaggi del Poeta in modo reale, concreto, sorprendente.

D’altra parte, sappiamo che le opportunità che offre il Sommo Poeta sono inesauribili, come inesauribile è la sete di bellezza, di umanità e di apertura al trascendente che testimoniano i nostri ragazzi.

Da questo punto di vista, come ebbe a dire Mario Luzi, inviando i suoi saluti al convegno del 2004, “Dante è il poeta più contemporaneo che esista”.

Ecco la testimonianza di una alunna, scritta nel giugno 2007:

“Sono Carmen e frequento la classe V dell’Istituto Tecnico Statale per Geometri “C. Morigia” di Ravenna. Vi racconto, in sintesi, il lavoro svolto per realizzare la mostra “Dante, il poeta più contemporaneo che esista”: Credo sia necessario fare una premessa: quando la prof. d’Italiano ci ha proposto un lavoro in rete su Dante poeta contemporaneo, siamo rimasti un po’ perplessi. Il pensiero comune di noi alunni è stato: “Va bene, sarà pure il Sommo Poeta, ma è vissuto 700 anni fa, scrive in quella lingua così astrusa ed è così lontano da noi come idee … come può essere contemporaneo?!”

La prof., come sempre, non si è scoraggiata e ha detto: “Allora, lasciamo stare Dante e parliamo di voi che siete il mondo contemporaneo. Ditemi: cos’è che vale veramente per voi, adolescenti del Duemila? Che cosa ritenete indispensabile perché una vita sia degna di tale nome? Quali i valori da salvare, indispensabili perché la vita sia vissuta in tutta la sua grandezza e dignità? Provate a pensarci e poi ne discutiamo insieme in classe.”

Alé … ci aveva incastrato un’altra volta, non c’erano vie d’uscita … a tema non c’era il programma di letteratura, ma noi come persone. Accettata la provocazione, dopo accese discussioni, abbiamo stilato un elenco di quelli che noi ritenevamo i “valori” da salvare.

A questo punto la Prof. ci ha chiesto di verificare insieme a lei se i temi che a noi stavano a cuore erano già stati trattati dal Sommo Poeta. E così è iniziata l’avventura della scoperta di Dante poeta contemporaneo attraverso le terzine della Commedia.

Alla fine del nostro percorso siamo stati costretti, non senza sorpresa, a dare ragione, perché i fatti parlavano chiaro, alla Prof. e al grande Mario Luzi che aveva già detto: “Dante è il poeta più contemporaneo che esista".

DANTE IN RETE, IL SOMMO POETA E I GIOVANI DEL DUEMILA

È possibile che Dante Alighieri susciti ancora fascino ed entusiasmo in un adolescente del Duemila? Che possa essere, per giovani e adulti, un significativo compagno di viaggio nella grande avventura della vita? L’esperienza decennale di Dante in rete rappresenta una risposta pienamente positiva alla domanda.

Libera aggregazione di docenti, Dante in rete è nata a Ravenna nell’anno scolastico 2003/4 proprio con questa ipotesi da verificare, aiutando gli studenti ad incontrare la grande poesia di Dante e in particolare la Divina Commedia. E, con stupore e sorpresa, l’esperienza avviata allora è lievitata, anno dopo anno, fino a varcare i confini cittadini e a coinvolgere progressivamente migliaia di studenti e un gran numero di insegnanti di varie scuole italiane da Firenze a Verona, La Spezia, Venezia, Faenza, fino a Napoli. Decine di classi, quasi tutte di istituti superiori, licei e istituti tecnici, si sono avvicendate, sviluppando in modo creativo e originale il tema scelto per ciascun anno. E il lavoro svolto nelle singole scuole è poi regolarmente confluito in un momento comune, il convegno annuale, nel quale tutti i ragazzi e i docenti coinvolti hanno potuto incontrarsi, “raccontarsi” e mettere in comune, con presentazioni multimediali, recite, canti ed esibizioni musicali, il frutto della loro fatica.

L’interesse e la partecipazione costante e attiva dei giovani, che sono stati coinvolti nel tempo con entusiasmo crescente, hanno reso possibile l’ideazione e lo sviluppo di nuove iniziative, non limitate al solo ambito scolastico e che hanno trovato visibilità anche in contesti culturalmente significativi come il Settembre Dantesco e Ravenna Festival.

Da dove nascono allora, come ha testimoniato e documentato l’esperienza di questi anni, l’interesse e il fascino per Dante soprattutto nelle giovani generazioni? Ci appare evidente che questa attrattiva, non impedita neppure dalle barriere linguistiche, etniche e culturali, dipenda in primo luogo dalla straordinaria forza poetica con la quale il Sommo Poeta, nelle sue opere, mette a fuoco il cuore stesso dell’essere umano, le sue originarie esigenze di felicità, di giustizia, di verità, di bellezza; quella sete di infinito, di eternità e quell’attesa che ci fa desiderare le “stelle”, ovvero il tutto, il significato ultimo, qualunque azione si compia.