Punto di settembre 2018

Evviva, l’Ausl Imola mantiene la propria autonomia... ma è davvero così?
 
Il caldo estivo inizia la sua parabola discendente ma... ci aspettano due mesi caldissimi per la sanità imolese.

A metà luglio il team di “tecnici" incaricato ha finalmente presentato alla Conferenza territoriale socio-sanitaria metropolitana di Bologna (CTSS, presente per Imola l'assessora Dhimgjini) e alla stampa il documento di progetto sulla riorganizzazione della sanità nell’Area Metropolitana, dopo oltre un anno di attesa. Il documento contiene alcune ipotesi sulle quali gli addetti ai lavori, i sindacati e le organizzazioni di cittadini saranno chiamati a esprimere le loro opinioni, proposte e obiezioni nei mesi di settembre e ottobre: l’idea dichiarata è quella di un “percorso partecipativo” costituito da una serie di incontri per presentare e discutere i contenuti

Nei resoconti giornalistici grande enfasi è stata posta sul mantenimento dell'autonomia dell'Ausl imolese, argomento che aveva dato origine a preoccupazioni e discussioni nel timore della tanto citata “fusione” con l’Ausl di Bologna.
Fin qui tutto bene, ma il documento contiene molto di più: basti dire che la suddetta “fusione” viene liquidata in mezza pagina delle 108 (325 se contiamo anche gli allegati...) che compongono il documento stesso! Tutto il resto è dedicato ad ipotizzare diverse soluzioni che prevedono comunque l'implementazione di sovrastrutture organizzative trasversali, in grado di condizionare in modo sostanziale le scelte delle singole Ausl: insomma, c’è il rischio che quanto è uscito dalla porta rientri dalla finestra... e la certezza che occorreranno risorse economiche per far avviare e far funzionare il tutto. Su cosa si taglierà ancora?

Ed eccoci in vista di settembre, con un documento complesso redatto in modo estremamente vago e ipotetico, reso disponibile di punto in bianco senza nemmeno aver diffuso la preventivata versione intermedia di fine 2017; d’altra parte, ad oggi (“complice” anche il periodo estivo) nessuna pianificazione degli incontri previsti, assolutamente necessari per capire concretamente le ipotesi e le loro ripercussioni.
Il nostro timore è che il “percorso partecipativo” venga ristretto e sostanzialmente svilito, ma soprattutto che nella fretta di terminare a fine ottobre vengano approvati provvedimenti che rendano la nostra Ausl autonoma solo formalmente. Mentre ci si affanna a discutere di strutture sovrastrutture e collaborazioni (quest’ultime peraltro sempre esistite), il primo interesse dei cittadini è avere risposte alle esigenze del territorio, cioè alla cura ad una distanza sostenibile dal luogo di residenza: questo almeno riguardo alle patologie più frequenti. Queste esigenze non devono essere condizionate da alcun compromesso organizzativo o finanziario elaborato a livello di Area metropolitana o addirittura di Regione.

Vi invitiamo a seguire i nostri aggiornamenti e a stare pronti per un eventuale coinvolgimento negli eventi che verranno organizzati.
E non dimentichiamolo: i cittadini informati e attivi possono incidere!
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