Rifacciamo il punto rivolgendoci alla nuova Sindaca (2018/11)

Gentile Sindaca,

ci rivolgiamo a Lei con il medesimo spirito che guidò un anno fa una serie di iniziative, culminate nel corteo e manifestazione di piazza con la partecipazione di alcune centinaia di persone tra le quali Lei stessa. In poche settimane furono anche raccolte oltre 3.200 firme su tre specifiche richieste di intervento, indirizzate al sindaco in quanto rappresentante della propria comunità nell’ambito dei rapporti con AUSL, Area metropolitana e Regione: si chiedeva di nominare i primari mancanti, garantire le visite specialistiche a Imola senza costringere i pazienti a trasferimenti, ripristinare il numero di posti-letto.

All’epoca l’Amministrazione negò l'appoggio che chiedevamo, anzi le richieste furono sminuite o contestate in sintonia con i vertici dell’AUSL: proprio gli stessi che oggi ne ammettono la validità, almeno per le prime due. Di più, è stata abbandonata l’idea di accorpare le AUSL di Imola e Bologna, avendo preso improvvisamente atto di esperienze insoddisfacenti note da tempo, in Italia e all’estero. E’ una conferma che occorre valutare molto bene temi di così vasta portata, e la collaborazione tra Amministrazione comunale e cittadinanza è una opportunità per tutti.

E’ un vero peccato che non abbia potuto essere presente all’incontro pubblico sulla riorganizzazione della Sanità metropolitana, da noi organizzato con una rappresentanza dell'Ordine dei Medici: un'occasione per rendersi conto di come le ipotesi messe in campo dalla Conferenza territoriale sociale-sanitaria possano riflettersi sulla qualità dei servizi alla popolazione, al di là delle complesse considerazioni istituzionali e organizzative che a un comune cittadino appaiono “lontane" dal proprio vissuto. Peraltro questa occasione è stata anche l’unica, nella prima fase del cosiddetto “percorso partecipativo", a portare il contributo di persone competenti che non fossero gli stessi redattori delle ipotesi in campo.

Ma è tempo di guardare avanti, alla prossima fase del percorso che prevede l’approfondimento e l’eventuale attuazione delle ipotesi teoriche, alla luce delle concrete situazioni di disagio lamentate dai cittadini: di questa fase si sono pubblicamente dichiarati garanti sia il presidente della Conferenza territoriale, Giuliano Barigazzi, sia l’assessora Ina Dhimgjini.

Che fare?

Noi riproponiamo qui un concetto espresso nell’audizione in Commissione sanità del 17 settembre scorso e trasmesso per iscritto ufficialmente a Giunta e Consiglieri: qualunque azione riorganizzativa deve passare da una preventiva analisi dei fabbisogni del nostro territorio, basata su dati dei quali l’AUSL è in possesso e che noi Le chiediamo di ottenere: un primo dettaglio è indicato nel nostro documento, ma naturalmente siamo a disposizione per meglio precisarlo  nell’ambito del “percorso partecipativo”.

Questo però non significa dimenticare o posticipare la soluzione dei problemi attuali, cominciando dalle liste di attesa e dalle richieste che presentammo un anno fa: è vero che Lei eredita le inadempienze del sindaco precedente ma la cittadinanza ha dimostrato di volere azioni, non parole.

Non aggiungiamo altro, nella convinzione che l’Amministrazione stia per ufficializzare modalità e date del percorso e che Lei personalmente, nel suo ruolo di vicepresidente della Conferenza territoriale, sia pronta in tale sede a portare e difendere le legittime istanze di Imola e degli altri Comuni del territorio. Si tratta di  impegni non da poco, ma potrà contare sulla collaborazione delle nostre associazioni e comitati, nonché di tutti i cittadini da troppo tempo in attesa che si ponga mano ai problemi della sanità pubblica imolese.

Auser, Avod, Cambiavento, Cittadinanza Attiva Imola, Comitato a tutela Diritti, Gas Imola, Legambiente ImolaMedicina, Panda Imola, Unitalsi

Imola, 24 novembre 2018