*La lettera al sindaco di Imola

                                                                                                                Al Sindaco di Imola

                                                                                                                e p.c.
                                                                                                                Ai Sindaci del Circondario Imolese

Egregio Sindaco, noi cittadini siamo sempre più consapevoli che in tutta Italia si sta depotenziando la sanità pubblica, tanto da rendere necessario il ricorso a quella privata con i relativi costi a carico del malato: ciò annulla il diritto alla salute per tutti, decretato nel 1978 con l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale che finalmente attuava quanto stabilito dalla Costituzione (art.32).

La sanità imolese non fa eccezione e, dietro lo schermo di periodiche rassicurazioni formali, assistiamo ad uno smantellamento progressivo dei servizi del nostro Ospedale.

Ci rivolgiamo a Lei in quanto la normativa Le attribuisce il potere di intervenire, a favore della Comunità, richiedendo opportune azioni e risorse per meglio soddisfare le esigenze del territorio. Lei ha la responsabilità politica di tutelare il diritto alla salute e l'accesso alle cure dei suoi concittadini attraverso l'organismo regionale chiamato “Cabina di regia per le politiche sanitarie e sociali”, alla quale partecipano Sindaci/Assessori da tutta la regione (Imola e Circondario sono rappresentati dal suo vice-sindaco).

Perché i posti letto in ospedale sono diminuiti assai al di sotto del limite previsto dalla legge nazionale?
Aver ridotto i posti letto al di sotto di tale soglia significa attendere ore al Pronto Soccorso in attesa che se ne liberi uno; significa dover ricorrere a letti aggiunti o a letti in appoggio in altri reparti, con tutti i conseguenti disagi e i rischi assistenziali; significa infine la tendenza a dimettere pazienti non completamente guariti (e Imola ha un tasso più elevato rispetto alla media regionale di re-ricoveri entro 2 settimane dalla dimissione precedente).

Perché, un pezzo alla volta, si sta smontando il nostro ospedale?
Già diverse unità operative fanno parte della rete ospedaliera di Bologna: accadrà la stessa cosa alle unità operative delle quali a tutt’oggi non sono stati sostituiti i primari che hanno cessato l’attività?

Perché i cittadini devono spostarsi da Imola per avere una visita specialistica in un rilevante numero di patologie? Lei e la Direzione dell’Azienda USL in più occasioni avete parlato di integrazione, reti cliniche, medici che si spostano verso i pazienti. La realtà finora è assai diversa: sono i pazienti a doversi spostare sempre più spesso per cercare risposte che la sanità pubblica locale non offre e a dover spesso attendere il proprio turno in interminabili liste d'attesa.

Abbiamo scelto questi, tra i tanti possibili temi, per presentare le prime richieste specifiche:

1) aumentare il numero di posti letto almeno nei reparti di Medicina e Geriatria, i più critici in quanto riguardano le richieste più diffuse e frequenti
2) nominare i nuovi primari per i reparti attualmente vacanti
3) fissare la presenza a Imola, per le visite almeno un giorno a settimana, di medici specialisti in cardiochirurgia, ematologia, neurochirurgia, chirurgia toracica, pediatrica e vascolare

Ci auguriamo una concreta risposta a questo appello, tale da rappresentare l'inizio di un rapporto franco e trasparente con la sua Comunità.


Imola, ottobre 2017