005 - La riforma riduce i costi della politica, un caffè in più all’anno per tutti!

pubblicato 24 ott 2016, 01:43 da Cittadinanza Attiva Imola   [ aggiornato in data 30 mar 2017, 08:07 ]

Abbiamo letto e riletto il passaggio del quesito referendario che vuole trasmettere al cittadino l’idea di una riforma anti-sprechi, sottolineando “la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel”.

Siccome questo è un passaggio tra i più sfruttati dai sostenitori del SI , come per affermare che chi vota NO non vuole il bene dell’Italia, vorremmo appena addentrarci negli sperperi che quotidianamente avvengono nel nostro paese. 

Partiamo dal dato, certificato dalla Ragioneria dello Stato, che col nuovo senato il risparmio non arriverebbe ai 50 milioni di euro all’anno, un decimo di quanto sbandierato dalla ministra Boschi: questo perché un senato continuerebbe ad esistere e il cosiddetto costo di struttura rimarrebbe pressoché invariato. Ebbene, ricordiamo che il senato nel 2015 è costato 540 milioni di euro e già abbiamo una prima idea del reale impatto della riforma.
Certo che col debito pubblico che ci troviamo tutto può tornare utile, ma allora perché con una diversa revisione della Costituzione non abbiamo abolito il senato oppure ridotto anche il numero dei deputati? Anzi, poichè la nostra classe politica è tra le più pagate d’Europa, piuttosto che ridurre i parlamentari meglio sarebbe pagare un po’ meno le migliaia  di italiani che vivono di politica: oltre che le esigenze di risparmio, è l’etica a richiederlo.

Ma i veri grandi risparmi sono altrove, vogliamo tagliare quelle decine di enti inutili che i vari commissari alla “spending review” hanno individuato? Solo lì si rispamierebbero diversi miliardi di euro, invece abbiamo fatto in modo di costringere alle dimissioni uno dietro l’altro ben tre commissari, perché quello che proponevano non veniva preso realmente in considerazione. Si dirà che almeno il Cnel viene abolito, e sono altri 8-9 milioni risparmiati: d’accordo, aggiungiamoli pure al risparmio sul senato e otteniamo un totale di neanche 60 milioni. Possiamo così dire che il risultato economico della riforma è equivalente a … un caffè all’anno per ogni cittadino italiano!

In realtà è già una aberrazione il modificare una Costituzione per ottenere un risparmio. Vogliamo piuttosto affrontare seriamente il problema della corruzione, che per il nostro paese significa costi enormi?

Cosa viene fatto di concreto per combattere questa piaga? Poco o nulla, visto che le statistiche europee ci danno come uno dei paesi più corrotti ma purtroppo anche come il paese che ha meno carcerati per corruzione: questo è il segnale di una carente attività di sorveglianza e repressione.

Non ci dilunghiamo oltre, perché se volessimo parlare di possibili risparmi e attuali sprechi non basterebbe  un’enciclopedia: ma proprio per questo l’effetto della riforma costituzionale, presentata come panacea dei mali del nostro paese, non può che risultare trascurabile sui conti dello Stato,  e purtroppo dobbiamo constatare che ancora una volta si cerca di turlupinare gli italiani.

(Sabato Sera 27/10/2016 ; Leggi La Notizia 31/10/2016 ; Corriere di Romagna 02/11/2016)
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