2011 Megateam Lago di Garda

2011-04-10 Megateam al Lago di Garda



Sveglia con il gallo domenica 10 aprile. Già dall'arrivo al Casello di Campogalliano dove c'era il ritrovo si è subito capito che il MegaTeam stava per inanellare l'ennesimo successo: il piazzale era pieno di macchine con bici nei bagagliai, sopra il tetto, dietro sul portellone. Ed erano tutti li per lo stesso giro!
All'arrivo presso il Vittoriale ci siamo trovati divisi per i vari parcheggi nei dintorni... Poi improvvisamente a piccoli gruppi ci siamo trovati all'ingresso del Vittoriale degli Italiani. Gli abitanti del luogo ci osservavano incuriositi segno evidente che per loro non è cosi normale vedere tanti MTBikers. La foto della partenza è stata l'occasione per contarci: 59 partenti... Mai visto un gruppo così numeroso per una trasferta. Nel gruppo si riconoscevano: Bikermais, ConiglioTravel, CicloNatura, Iguane, Ruplo di Carpi, Salami MTBTurbolenti e MTB Lonato.
Partenza al Fulmicotone con una bella salita su acciottolato che ci ha portato sopra a Gardone con una splendida vista sul lago... Ma quello è stato solo l'inizio, di li a breve una sterrata ci ha portato ad inerpicarci sui fianchi delle montagne con un bel fondo compatto. Sarà per un mio stato di forma ancora tutto da inventare o per l'effettiva pendenza del tracciato che ogni riduzione di pendenza sembrava di valicare un passo alpino. Fatto sta che ad un certo punto ci siamo trovati di fronte a un cartello con divieto di transito dove in piccoli gruppi ci siamo fermati tutti. Arturo del MTB Lonato avverte:"da qua conviene scendere e farcela a piedi fino a che non spiana". Eh, gli dico, non mi venire a dire che non ci si riesce a fare 'sto pezzo" la risposta: "eh si, fino alla curva poi mi sai dire". Non sono il primo a partire e mi godo la scena: come in un film del terrore gli eroi si inoltrano del fitto bosco in salita fino a scomparire alla prima curva... Poi si sente qualcuno che recita un rosario pagano e allora capisco che l'avvertimento era fondato... Siccome avevo fatto il fenomeno con Gomez dei Salami MTB, mi sono avventurato per la salita... Fatta la curva che sono sparito alla vista e ho visto il tratto che mi aspettava sono sceso in tempo zero e ho spinto senza pensarci troppo. Ma non è durata molto(per fortuna....). Da li in avanti un bel selciato che sapeva di antico ci ha condotto a un bel tratto in saliscendi nel bosco che di lì a breve ci ha fatti arrivare al Passo Spino. Panorama incredibile in quanto ci si trova sullo spartiacqua tra due valli, il passo è un autentico balcone da cui si vedono montagne a perdita d'occhio. Qui si fa la prima vera pausa. Al momento di ripartire Iguana Andrea ci fa presente che si può scegliere tra: Il sentiero dei Ladroni e una variante più semplice che ad ogni modo riportava al medesimo punto dell'itinerario. A sentire chi l'aveva fatto il sentiero dei Ladroni era un sentiero adatto al Freeride sconsigliato ai principianti.... Confermo! Ma noi di ciclonatura mica ci facciamo spaventare... Poi abbiamo buone scarpe! Si un bel sentiero panoramico a tratti molto tecnico ma assolutamente divertente. A termine del sentiero sempre percorso in sella abbiamo due guasti meccanici di cui uno del nostro Bob che, tanto per fare spettacolo atterrando da un salto in un colpo solo rompe forcellino e vite di supporto cambio... Riparazione di emergenza: si toglie il cadavere del cambio e si mette la catena sul 22 e il maggiore dei pignoni disponibili... Nonostante la salita non fosse finita Bob riesce ad arrivare al rifugio dei Campei de Sima pedalando!!! Arrivati al rifugio seconda pausa ufficiale con tanto di puntatina al bar per un panino e una birra. Per chi era autosufficiente pranzo al sacco con acqua fresca offerta dalla Fontana in parte al rifugio. Dopo essersi ricaricati e aver fatto qualche foto si riparte... In salita... Per fortuna di li a poco inizia un sentiero che posta a Campei de Font. Un sentiero che sembrava una pista per le biglie in quanto aveva una sponda alta dai 10 ai 30 cm a valle... Si scende guidati a buona velocità fino a incontrare tratti con curve strette e scalini sulla roccia. Alcuni si sono fatti in sella altri complici la stanchezza accumulata e il caldo sono stati fatti prudenzialmente a piedi... In definitiva altro bel tratto dell'itinerario. Si è arrivati a una prima costrizione da cui il sentiero lascia spazio a una strada sterrata con alcuni tratti ripidi cementati. La valle comincia a chiudersi su di noi e ora corriamo a finaco del Torrente che piano piano scende in basso rispetto alla strada. Poco più avanti ci viene fatto segno di fermarsi. All'inizio si vede solo un gruppo di persone e non si capisce cosa sia accaduto fino a quando non ci viene detto che Luca dei Turbolenti è caduto su un tratto cementato segnato da una lingua di ghiaina. L'atmosfera è tesa perchè Luca non riesce ad alzarsi e si teme una qualche frattura. Ognuno aiuta come può e c'è chi ha il kit di medicazione con addirittura la coperta d'alluminio. Si decide di lasciare un residuo da Luca e gli altri si sono poi spostati in una zona con ricezione peri cellulari chiamando poi il 118 che porterà in breve Luca all'Ospedale civile di Brescia per accertamenti. La storia di Luca finisce che a parte il dolore per la botta e lo spavento generale non sono state riscontrate fratture e il nostro amico Biker è potuto tornar a casa. Il giro è proseguito con il gruppo un pò sfilacciato, ma alla fine siamo tornati tutti al Vittoriale. Da qualche parte che non so Ruggero (sparito all'orizzonte inseguendo uno stradaiolo che lo aveva sfidato) narra che all'arrivo ci fossero torte, salami pane casereccio da innaffiare con del buon prosecco, ma non so dirvi se è mito o realtà.... Io sono corso al pick up di Ruggero e mi sono messo ad aspettarlo sotto un Ulivo con Salvatore. Che dire... Il giro era definito rosso... Per me era rosso con lampeggiante e sirena... Ma sono stato contento di aver partecipato, il MegaTeam è una bella invenzione e il Megaraduno 2011 sarà un evento epocale per la MTB Modenese non solo.
Corrado Testi
Ċ
Generali Enrico,
17 dic 2013, 12:40