2011 Fellicarolo, Ospitale

19/06/2011 Valli del Fellicarolo e Ospitale


Molto bene, molto bene.
Ieri 19 giugno, anno del Signore 2011, giro classico di CicloNaturalistica bellezza da Fanano (posologia per il buon biker modenese: da assumere almeno due volte a stagione).
Meteo coperto con dardeggi di sole, sufficienti ad incrementare l’abbronzatura alla “muratora”.
Partenza in sei dai Ponti di Fanano (Peppe, Gene, Supersimo, Massimo “ragazzo”, Roby e l’incommensurabile Bob’s). Risalita verso il paese con taglio nel bosco, con la brutta sorpresa dell’interruzione sul solito sentierino hard, forse chiuso dai locals per la mancata edizione della GF di quest’anno.
Quindi risalita fino a Fellicarolo, rabbocco d’acqua miracolosa, e prosecuzione fino al Doccione, per autoimmortalarci davanti allo splendore delle cascate che qualcuno di noi non aveva ancora ammirato.
Altra pausa ai Taburri per altra acqua miracolosa ed un boccone ristoratore: da lì comincia la salita “vera” con le mitiche rampette stroncabudella.
Splendido il terreno, appena un po’ bagnato: non c’è stata pozza nella quale l’immarcescibile Bob’s non ci si sia buttato a pesce.
Dopo tanta fatica ecco la magnificenza del pianoro pendente coperto di mirtilli che precede lo scollinamento del Colombino, dove abbiamo profferto la nostra “competenza tecnica sentieritica“ a beneficio di due sgallettate escursioniste toscanacce.
Mangia e bevi (ma non avevate detto che era tutta discesa!?!) fino al Capanno Tassoni per un breve intervallo “panino e birrozza”.
Appena ripartiti per Croce Arcana, pit stop per intervenire su foratura di Robby. Le condizionimeteo incerte e l’affaticamento di qualcuno ci ha convinto, a mezza costa, a rinviare ad altra occasione l’ascensione allo Scaffaiolo, per buttarci (dopo qualche indecisione) giù per il bellissimo
single track boscoso (un po’ sporchino di rami) che raccorda al 424, direzione Passo della Riva.
Dopo le fatiche del passo (saggia decisione non salire allo Scaffaiolo, con la cresta spazzata dal vento) e pausa più che meritata sui roccioni del belvedere, giù a tutta per la splendida (ed insidiosa) discesa verso il Pratignano, ignota e prima assoluta per almeno tre di noi, con zaccatona di Simone
(ma senza conseguenze) e foratura dello scatenato Bob’s. 
Incredibile il numero di escursionisti presenti sul sentiero, di tutte le tipologie e le etnie: sembrava quasi ci fosse un “rave” nei boschi.
Da Pratignano (bello alto il livello dell’acqua, che arriva a lambire il sentiero) ultima fatica in salita prima del climax finale lungo il Cappelbuso, con preventiva applicazione di ginocchiere e gomitiere da parte dei più annerchiati.
Bella discesa sulla via normale della GF (ancora presenti, sulla traccia, la cartellonistica della scorsa edizione) evitando i tagli del Gene e del Gianlu: visto l’orario e la stanchezza, ormai arrivati a
Serrazzone, abbiamo preferito evitare la risalita per l’ultimo e tecnico tratto fuori strada,
proseguendo su asfalto fino alle macchine.
Entusiasti i neofiti dell’escursione, appagata la vecchia guardia: altrettanto entusiasti, tutti, delle
tigelle (squisite) scorpacciate dalla “pizzaiola” di Fanano, con corredo di birra “gelata”.
Molto bene, molto bene.
By Peppe
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Generali Enrico,
17 dic 2013, 12:18