Prestito d'onore‎ > ‎

Descrizione e termini

Ho sofferto di "mal di schiena" per anni. Mi hanno operato di ernia discale nel 1994 con l'assicurazione che non mi sarebbe più tornata. Al contrario mi è tornato un feroce mal di schiena nel 2001. I medici mi hanno detto che, siccome mi avevano già operato una volta, non mi avrebbero più operato. Sono andato in un centro di fisioterapia, dove mi sono accorto di come i "medici", non sapendo che cosa fare per affrontare il mal di schiena, usino a sproposito, per me che sono un ingegnere, termini come "compressione, trazione, flessione, torsione, estroflessione, introflessione, deformazione" senza sapere minimamente di che cosa stiano parlando. Gli stessi termini, usati dagli ingegneri, hanno un significato ben precisione come dimostrato dalle strutture meccaniche che, sulla base di quei concetti, stanno in piedi e assolvono alle loro funzioni. Al contrario, gli stessi termini, quando utilizzati da medici, fanno sì che tante persone continuino ad avere mal di schiena.
Convinto dell'inutilità di tali cure mediche mi sono tenuto il forte mal di schiena per alcuni anni, già ormai rassegnato ad avere grosse limitazioni di mobilità se non addirittura a ridurmi su una sedia a rotelle.
A un certo punto ho deciso di affrontare la questione da ingegnere strutturista, che conosce lo studio delle strutture meccaniche, sulla base della considerazione che la schiena altro non è se non una strutura meccanica deputata a sostenere la parte superiore del corpo umano.
In tale ottica ho ideato e realizzato, dopo alcuni tentativi senza successo, una "attrezzatura", mediante la quale il mal di schiena è scomparso nel giro di due-tre mesi. D'aldronde mi sono reso conto subito che l'attrezzatura avrebbe funzionato e che era solo questione di tempo, avendo la pazienza di continuare ad usarla, perché desse i suoi risultati.
Avendo funzionato su di me, l'idea è di mettere a disposizione tale attrezzatura a tutti coloro che soffrono di mal di schiena per far passare le loro sofferenze.
Da quanto si apprende comunemente dai mass-media (televisione, internet ecc.), oltre la metà della popolazione mondiale soffre di mal di schiena. Si tratta pertanto di avviare una impresa per la promozione, produzione e commercializzazione di tale attrezzatura con due scopi principali:
1) far passare il mal di schiena a un gran numero di persone nel mondo che ne sono affette
2) trarre un guadagno economico da utilizzare come meglio si crede, nel mio caso particolare, con l'obiettivo di "far funzionare meglio il mondo".

Per un po' di tempo ho cercato un numero ristretto di persone/imprese disposte ad entrare in società con me per aiutarmi a sviluppare tale impresa. Ho trovato soltanto persone che pretendevano di avere, "prima", i dettagli della mia "invenzione" senza dare nessuna garanzia di riconoscimento "poi" dei miei diritti di "inventore".

A questo punto ho deciso di chiedere un micro-prestito d'onore, ad personam, nei miei confronti, da 20 a 100 euro a singole persone, finalizzato allo sviluppo di una tale impresa, con l'obiettivo di raccogliere da 50'000 a 100'000 euro, a mio parere il capitale minimo iniziale con cui pensare di avviare seriamente un'impresa per la produzione e commercializzazione di tale attrezzatura. Sono convinto che l'impresa avrà un grande successo e sarà in grado di offrire una interessantissima remunerazione a tutti coloro che vorranno aiutarmi a svilupparla, aderendo all'iniziativa di tale micro-prestito.

A tale scopo, quel che intendo fare è rilasciare una ricevuta per l'importo che mi viene dato, sotto forma di un mio biglietto da visita, numerato progressivamente, con i miei riferimenti, e con l'invito a essere ricontattato:
-   dopo due anni per restituire il doppio dell'importo prestato, oppure
-   dopo cinque anni per restituire dieci volte l'importo prestato, oppure
-  da cinque a dieci anni dopo, per consegnare un pacchetto azionario dell'impresa che si andrà a costituire e che, sono convito, entro tale periodo di 5-10 anni verrà quotata in borsa.

Per quanto riguarda la remunerazione che è possibile aspettarsi dal micro-prestito nel caso della conversione in pacchetto azionario, tenuto conto che si tratta comunque di una forma di "investimento" soggetto al rischio di impresa, ritengo si possano fare le seguenti ipotesi di previsione:

Popolazione mondiale: circa 7 miliardi di persone.
Persone che soffrono di mal di schiena (circa metà della popolazione mondiale): 3,5 miliardi
Un decimo delle persone che soffrono di mal di schiena acquisteranno l'attrezzatura in questione: 350 milioni di attrezzature vendute.
Prezzo unitario di vendita dell'attrezzatura: 1'000 euro
Previsione di Fatturato dell'impresa nel corso della propria attività: 350 milioni di attrezzature x 1'000 euro = 350 miliardi di euro.
Utile netto da suddividere fra gli azionisti dell'impresa (dieci per cento del fatturato): 35 miliardi di euro.

A fronte di tale previsione dell'attività dell'impresa, fatto cento l'importo totale raccolto con la sottoscrizione di tale micro-prestito, è mia intenzione assegnare a tale capitale iniziale il dieci per cento del capitale d'impresa.

Un esempio di risultato finale di remunerazione di quanto prestato può pertanto essere previsto come segue:
Capitale raccolto dal micro-prestito: 80'000 euro
Somma media prestata dal singolo che aderisce al micro-prestito: 80 euro (un millesimo del capitale raccolto)
Azioni ricevute in media a fronte dell'importo medio prestato di 80 euro: dieci per cento del capitale totale dell'impresa x un millesimo del capitale iniziale raccolto dal micro-prestito = un decimillesimo del capitale totale d'impresa (vale a dire, secondo questo esempio, chi avesse prestato 80 euro, riceverebbe un pacchetto azionario pari a un decimillesimo del capitale dell'impresa).

Remunerazione del micro-prestito nel caso di conversione in pacchetto azionario dell'impresa: un decimellesimo dell'utile netto di 35 miliardi di euro per gli azionisti dell'impresa = 3,5 milioni di euro.

In conclusione, chi aderisce al micro-prestito con 80 euro e aspetta da 5 a dieci anni per vedersi consegnare un pacchetto di azioni dell'impresa, con le ipotesi indicate sopra, ha da aspettarsi un ritorno di 3,5 milioni di euro.

Ovviamente va ribadito che il tutto è soltanto una ipotesi di previsione allo stato attuale di quello che può essere il successo dell'impresa, successo che è comunque soggetto al concetto di rischio di impresa, che potrebbe anche non avere il risultato sperato o atteso, oppure ne potrebbe avere uno anche superiore. Chi aderisce al micro-prestito si assume pertanto anche il rischio che la realtà proceda diversamente da come ipotizzato.

Ad ogni modo mi sembra che la richiesta (un prestito da 20 a 100 euro) sia talmente modesta, per cui nessuno ne sarà per questo rovinato. Viceversa mi sembra che le opportunità offerte (far passare il mal di schiena a milioni di persone, insieme ad una gratificazione economica molto elevata) siano tali da valere certamente la pena di tentare l'impresa.

Voglio ancora dire che, essendo io l'inventore di tale attezzatura e il promotore di tale iniziativa imprenditoriale, il tutto sarà comunque soggetto alle mie personali valutazioni e decisioni, alla mia personale correttezza e onestà, al mio senso di responsabilità personale.

Chi aderisce pertanto al micro-prestito si impegna a non attivare, in nessun caso, azioni legali di qualsiasi tipo e sotto qualsiasi giurisdizione, circa eventuali controversie o contestazioni sulle modalità di realizzazione dell'impresa o di remunerazione della somma prestata e a tale impegno dichiara esplicitamente di volersi attenere in futuro.

(Ing. Alberto Costantini)
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