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Titolare dello Studio

Ingegner Alberto Costantini
Ingegner Alberto Costantini

Nato a Macerata nel 1956, ha conseguito il diploma di maturità classica nel 1975.
Nel 1982 si è laureato in Ingegneria Nucleare, presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna, con voti 100/100 e Lode, con una tesi sullo sviluppo di un programma computerizzato di progettazione e simulazione di parti meccaniche (CAD), allora alle prime fasi di sviluppo.
Ha trascorso un anno circa presso la stessa Facoltà di Ingegneria nella prospettiva di intraprendere la carriera universitaria, rendendosi conto, di persona, quanto funzionino malamente i concorsi e le modalità di accesso alla stessa carriera universitaria.
Assunto presso la Fiat Trattoria di Modena, con l'incarico di avviarne l'informatizzazione CAD dell'Ufficio di Progettazione, dopo circa sei anni, avendone avviato la struttura con 14 stazioni grafiche, circa 50 disegnatori/progettisti addestrati all'uso insieme a una decina di capi e funzionari, ha rassegnato le dimissioni, per insanabili contrasti con la direzione circa le prospettive e le modalità di gestione della neonata struttura CAD, alla luce di considerazioni di non funzionalità delle strategie che si stavano via via prendendo.
Riassunto in Fiat IVECO di Torino nel 1990, ha svolto attività di progettista meccanico per due anni presso il centro di ricerche IVECO MOTERENFORSCHUNG ad Arbon, nella Svizzera tedesca, sul lago di Costanza, nello sviluppo di nuovi motori diesel. Tornato a Torino, ha rassegnato definitivamente le dimissioni dalla Fiat nel gennaio del 1993 per l'impossibilità di prestarsi a procedure sgangherate, non indirizzate a Funzionalità, cui pure si prestavano i propri capi e collaboratori.
Nel Febbraio dello stesso anno ha aperto un proprio Studio di Ingegneria con cui ha proposto alle Aziende l'esperienza maturata e l'impegno nella soluzione dei problemi, ma le modalità discutibilissime con cui le stesse aziende hanno pensato di utilizzare la sua risorsa non hanno consentito di prolungare la collaborazione oltre qualche mese. Alcune di quelle stesse Società negli anni successive sono poi fallite, come non era poi difficile prevedere, stante la sgangheratezza delle procedure messe in atto.
Ha collaborato infatti, per pochi mesi, come progettista meccanico, con la Carrozzeria Autodromo di Modena (fallita) e International Stampi di Sassuolo (MO) (stampi per ceramiche) anch'essa fallita.
Per circa un anno a Roma, si è occupato di proposta commerciale di attività di consulenza alle Imprese e di recupero crediti, maturando la convinzione della sgangheratezza delle procedure dell'amministrazione della Giustizia Civile in Italia e dei disastri che l'Amministrazione della Giustizia procura, nel suo complesso, al Paese.
Dalla fine degli anni '90 si è dedicato ad una attività di traduzioni tecniche nell'ambito dei brevetti industriali, traducendo da Inglese, Tedesco e Francese verso l'Italiano e da Italiano verso l'Inglese, svolgendo tale attività nei settori di: Meccanica, Macchina Utensili, Edilizia, Elettronica, Elettrotecnica, Aeronautica, Informatica, Chimica, Farmacia, Dispositivi Medicali e Chirurgici, Giochi.
Di recente, alla luce della situazione complessiva di crisi delle attività economiche in Italia e in Europa, ha pensato di mettere a disposizione le sue competenze, maturate nel corso degli anni e nei diversi settori, per offrire un servizio di consulenza in Funzionalità, applicata alle singole realtà specifiche, personali, familiari ed aziendali.
Nella primavera del 2011, ha trasferito la propria residenza ed il proprio Studio nel comune di Erto e Casso (PN), luogo emblematico dei disumani disastri che possono procurare le procedure sgangherate delle amministrazioni pubbliche e private, allorché vengono trascurati i più fondamentali aspetti attinenti alla Funzionalità.

Il suo motto preferito è: meglio finire in galera, con la coscienza a posto, per essersi adoperati e essersi presi cura di far funzionare il mondo, piuttosto che comportarsi da farabutti, facendo danni agli altri e, dopo essersi rivolti ad un Avvocato, magari imbrogliando la realtà di fronte a giudici compiacenti e negligenti verso il proprio Paese, andare libero come se nulla fosse.